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	<title>Cronopio Edizioni &#187; Walter Benjamin</title>
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		<title>Il corpo senza qualità Arcipelago queer</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:03:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fabrizia di Stefano  Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/02/il-corpo-senza-qualita-arcipelago-queer/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-174" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1-204x300.jpeg" alt="Di Stefano cop. 1" width="204" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Fabrizia di Stefano </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi diversi del vivere e del mettersi in questione nel mondo proprio a partire dalle possibilità del corpo. Cosicché si può ben chiamare &#8220;queer&#8221; questo insieme di pensieri insorgenti e di corpi in rivolta, che si fanno cenno. Ma quel &#8220;resto&#8221;, che non consente un sapere assoluto del corpo e della sessualità, a cui Lacan ha dato una lapidaria forma espressiva &#8211; &#8220;non c&#8217;è rapporto sessuale&#8221;- non è più solo affare dei tempi lunghi della storira ma è arrivato alla lettera della cronaca quotidiana, come a stringere d&#8217;assedio le nostre vite.<br />
Donne, omosessuali, lesbiche, transessuali, e anche taluni uomini, siamo oramai tutte/i interpellati dall&#8217;evanescenza e dalla precarietà del rapporto con l&#8217;Altro, che è stato sempre la significazione di quel &#8220;resto&#8221; che, come dice l&#8217;autrice, &#8220;è diventato un prisma moltiplicativo&#8221; privo di figure certe: sicché è il &#8220;totalmente altro&#8221; del razzismo e della discriminazione a prevalere nei fantasmi dell&#8217;epoca.<br />
Il libro cerca di riattraversare questo processo, singolare e collettivo, interrogando i protagonisti di una grande stagione del pensiero &#8211; Lacan, Deleuze, Foucault, Derrida, Irigaray, Butler, Arendt, Benjamin fra gli altri &#8211; per comprendere come le ferite del concetto e le aporie del piacere lascino lampeggiare se non la certezza di una liberazione, almeno la possibilità di fare un passo che contrasti questa &#8220;aria del tempo&#8221; che ci sta avvolgendo.</p>
<p>Fabrizia Di Stefano si dedica da anni a indagare temi e questioni della soggettività contemporanee. Ha collaborato con il Manifesto e ha curato, con M. Ciampa, il volume di Bataille, Kojève e altri, Sulla fine della storia (Liguori 1985).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 18.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446515</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 197</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Walter Benjamin e la moralità del moderno</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2009/11/walter-benjamin-e-la-moralita-del-moderno/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[9788889446508]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Moroncini]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjamin]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjamin e la moralità del moderno]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruno Moroncini  Per Walter Benjamin non esistono epoche di decadenza, epoche popolate solo da epigoni e da stanchi imitatori. Anche in un&#8217;epoca storica come la modernità in cui a causa dell&#8217;avvento della tecnica e delle forme di vita massificate la crisi della cultura si presenti nel modo più esplicito e generalizzato sono possibili invenzioni artistiche <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2009/11/walter-benjamin-e-la-moralita-del-moderno/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_14781093_Benjamin.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-826" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_14781093_Benjamin-206x300.jpg" alt="zoom_14781093_benjamin" width="206" height="300" /></a></span></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;">B</span><strong><span style="color: #0000ff;">runo Moroncini</span> </strong></h1>
<h1 align="left"><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></h1>
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<p>Per Walter Benjamin non esistono epoche di decadenza, epoche popolate solo da epigoni e da stanchi imitatori. Anche in un&#8217;epoca storica come la modernità in cui a causa dell&#8217;avvento della tecnica e delle forme di vita massificate la crisi della cultura si presenti nel modo più esplicito e generalizzato sono possibili invenzioni artistiche e scoperte concettuali specifiche, forme originali della vita associata e legittime attese di giustizia. La vita nella modernità non è quindi fatalmente destinata alla disperazione e al non senso, ma anche ad essa va riconosciuto il kantiano diritto di sperare nella realizzazione della comunità morale in cui l&#8217;uomo sia sempre trattato anche come fine e mai più soltanto come mezzo. Ricostruendo le tappe della produzione teorica benjaminiana fino alla cosiddetta svolta materialistica, seguendo quindi un itinerario che si snoda dal saggio sulle Affinità elettive di Goethe alla dissertazione sulla critica romantica e dai grandi testi sulla lingua e sulla traduzione, sulla violenza e sul mito, alla fondamentale riflessione sul Trauerspiel barocco, questo libro tenta di far emergere le coordinate concettuali, le strategie interpretative, le ascendenze culturali e infine le pratiche di scrittura di una possibile moralità del moderno.</p>
<div></div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 25.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446508</p>
<p>data di pubblicazione: 2003</p>
<p>pagine: 423</p>
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		<title>Politica e metafisica</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2009/06/politica-e-metafisica/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 06:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Erich Unger]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e metafisica]]></category>
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		<description><![CDATA[Erich Unger &#160; Il saggio di Unger, Politica e metafisica, uscito nel 1921 a Berlino, deve la sua notorietà al forte interesse che Walter Benjamin dimostrò immediatamente per il libro – in una lettera dello stesso anno all&#8217;amico Scholem, definisce questo testo “lo scritto sulla politica più significativo del momento” – e per il suo autore, <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2009/06/politica-e-metafisica/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_31131906_Unger.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-985" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_31131906_Unger-204x300.jpg" alt="zoom_31131906_unger" width="204" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Erich Unger</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<p class="Stile5">Il saggio di Unger, Politica e metafisica, uscito nel 1921 a Berlino, deve la sua notorietà al forte interesse che Walter Benjamin dimostrò immediatamente per il libro – in una lettera dello stesso anno all&#8217;amico Scholem, definisce questo testo “lo scritto sulla politica più significativo del momento” – e per il suo autore, che invita a collaborare alla rivista &#8220;Angelus Novus&#8221;. La fascinazione esercitata sul giovane Benjamin da quest&#8217;opera singolare, rimasta pressoché ignorata, è testimoniata nei suoi scritti e nelle annotazioni degli anni &#8217;20. Edito appena un anno prima della Teologia politica di Carl Schmitt, il saggio di Unger espone l&#8217;idea di un&#8217;intensificazione del corpo e della sua iscrizione in una politica del molteplice sottratta alla metafisica dello Stato e all&#8217;economia ristretta del capitale. Ne deriva una ristrutturazione della politica articolata in un quadro teorico che negli anni &#8217;70 del secolo scorso Michel Foucault ha provato a descrivere attraverso la nozione di &#8220;bio-politica&#8221;. L&#8217;enigmatica definizione benjaminiana della politica come &#8220;comportamento dell&#8217;umano non intensificato&#8221; trova nel programma di Unger un&#8217;inattesa precisazione, che aiuta forse a ricomporre in un unico orizzonte e in una persuasiva genealogia le tensioni che non cessano di attraversare il pensiero politico contemporaneo.</p>
<p class="Stile5">A cura di Paolo Primi</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 14.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446461</p>
<p>data di pubblicazione: 2008</p>
<p>pagine: 70</p>
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