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	<title>Cronopio Edizioni &#187; Samuel Beckett</title>
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		<title>Quann&#8217;uno aspett&#8217;a Dodò (traduzione napoletana di Arturo Martone)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 15:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quann&#8217;uno aspett&#8217;a Dodò (traduzione napoletana di Arturo Martone) Samuel Beckett Anche se di traduzioni a stampa di Godot in napoletano non pare ce ne siano state sinora, c&#8217;era davvero bisogno di un ulteriore intervento traduttivo? La risposta è assolutamente no e assolutamente sì. Assolutamente no, perché il testo ha raggiunto una diffusione talmente capillare da poter essere considerato ormai translinguistico <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2024/10/quannuno-aspetta-dodo-traduzione-napoletana-di-arturo-martone/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff;">Quann&#8217;uno aspett&#8217;a Dodò</span></h1>
<h3><span style="color: #0000ff;">(traduzione napoletana di Arturo Martone)</span></h3>
<h3><span style="color: #0000ff;"> Samuel Beckett</span></h3>
<p><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2024/12/aspetta-Dodò.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2506" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2024/12/aspetta-Dodò-209x300.jpeg" alt="aspett'a Dodò" width="209" height="300" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Anche se di traduzioni a stampa di <em>Godot</em> in napoletano non pare ce ne siano state sinora, c&#8217;era davvero bisogno di un ulteriore intervento traduttivo? La risposta è <em>assolutamente no</em> e <em>assolutamente sì</em>. Assolutamente no, perché il testo ha raggiunto una diffusione talmente capillare da poter essere considerato ormai translinguistico e transculturale, in linea con la fisionomia culturale del suo autore. Assolutamente sì, perché Beckett ha coltivato e dato prova di una competenza transculturale che sollecita al confronto con un testo ‘aperto&#8217; (cioè le presupposizioni culturali sono ridotte all&#8217;osso) le potenzialità di una lingua/dialetto come il napoletano, anch&#8217;esso virtualmente ‘aperto&#8217; ma quasi sempre resosi disponibile, di fatto, a un repertorio per così dire <em>domestico</em>, <em>familiare</em>, un repertorio da <em>intra moenia</em> che ha nondimeno attraversato confini e barriere culturali inimmaginabili per altre lingue/dialetti altrettanto domestici e familiari. Questa edizione di <em>Aspettando Godot</em> , con testo italiano a fronte, è ispirata liberamente alle lingue di partenza delle edizioni francese, inglese e italiana, e nasce dal tentativo di verificare le potenzialità espressive dei quattro personaggi della pièce (Pozzo, Lucky, Estragone e Vladimiro, qui chiamati rispettivamente Popó, Lulù, Gogó e Didì, mentre Godot diventa Dodó) e le trovate ‘filosofiche&#8217; delle tre lingue di partenza in quelle del napoletano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Arturo Martone ha insegnato per circa quarant&#8217;anni discipline filosofiche, prima all&#8217;università Federico II e poi all&#8217;Orientale di Napoli, occupandosi della filosofia fra XVIII e XX secolo e poi di filosofia del linguaggio e semiotica.</p>
<p>Cod. 9788898367726</p>
<p>pag. 230</p>
<p>prezzo: 20.00 €</p>
<p>&nbsp;</p>
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