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	<title>Cronopio Edizioni &#187; Gilles Deleuze</title>
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	<description>casa editrice napoli</description>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Moscati]]></category>
		<category><![CDATA[Che cos'è l'atto di creazione? Nuova ediz.]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Deleuze]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione) Gilles Deleuze “Vorrei porre anch&#8217;io delle domande. Porre delle domande a voi e a me stesso. Domande di questo tipo: che cosa fate voi che fate cinema? E io che cosa faccio quando faccio o spero di fare filosofia? Potrei porre la domanda anche in questi termini: che <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2026/05/che-cose-latto-di-creazione-nuova-edizione/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff;">Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione)</span></h1>
<h3><span style="color: #0000ff;">Gilles Deleuze</span></h3>
<p><a href="https://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2026/09/atto-creazione-ne.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2762" src="https://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2026/09/atto-creazione-ne-210x300.jpg" alt="atto creazione ne" width="210" height="300" /></a></p>
<p>“Vorrei porre anch&#8217;io delle domande. Porre delle domande a voi e a me stesso. Domande di questo tipo: che cosa fate voi che fate cinema? E io che cosa faccio quando faccio o spero di fare filosofia?</p>
<p>Potrei porre la domanda anche in questi termini: che cos&#8217;è avere un&#8217;idea al cinema? Se si fa o si vuol fare cinema, che cosa significa avere un&#8217;idea? Che cosa accade quando si dice: “Ecco, ho un&#8217;idea”? Perché, da una parte, tutti sanno che avere un&#8217;idea è un evento che accade raramente, è una specie di festa, abbastanza rara. E poi, d&#8217;altra parte, avere un&#8217;idea non è qualcosa di generale. Non si ha un&#8217;idea in generale. Un&#8217;idea – proprio come colui che ha l&#8217;idea – è già consacrata a questo o a quell&#8217;ambito. Può essere un&#8217;idea in pittura, in narrativa, in filosofia, oppure in scienza.” Gilles Deleuze</p>
<p>Di Gilles Deleuze (1925-1995) Cronopio ha pubblicato: <i>Pericle e Verdi</i> (1996), <i>L&#8217;esausto</i> (1999 e 2005), <i>Grandezza di Yasser Arafat</i> (2002), <i>Che cos&#8217;è un dispositivo?</i> (2007).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cod.  9788898367924</p>
<p>pag. 96</p>
<p>prezzo: 11.00 €</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;impercettibile divenire dell&#8217;immanenza. Sulla filosofia di Deleuze</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 17:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[2015]]></category>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Deleuze]]></category>
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		<category><![CDATA[L'impercettibile divenire dell'immanenza. Sulla filosofia di Deleuze]]></category>

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		<description><![CDATA[José Gil &#160; Una fortissima impressione coglie all&#8217;improvviso gran parte di coloro che si accostano per la prima volta ai libri di Deleuze: vi scopriamo, infatti, un pensiero per il nostro tempo e l&#8217;esigenza, verso cui questo pensiero ci spinge, di pensare diversamente. Curiosamente questi due aspetti s&#8217;incrociano all&#8217;interno di un&#8217;altra sconvolgente impressione che colpisce <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2015/10/limpercettibile-divenire-dellimmanenza-sulla-filosofia-di-deleuze/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/COPERTINA.GIL_.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-187" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/COPERTINA.GIL_-209x300.gif" alt="COPERTINA.GIL" width="209" height="300" /></a></strong></span></p>
<h1><span style="color: #0000ff;"><strong>José Gil</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una fortissima impressione coglie all&#8217;improvviso gran parte di coloro che si accostano per la prima volta ai libri di Deleuze: vi scopriamo, infatti, un pensiero per il nostro tempo e l&#8217;esigenza, verso cui questo pensiero ci spinge, di pensare diversamente. Curiosamente questi due aspetti s&#8217;incrociano all&#8217;interno di un&#8217;altra sconvolgente impressione che colpisce fortemente il lettore: i problemi che questo pensiero solleva e ci propone, a volte così astratti da cambiare radicalmente la visione che il lettore ha della contemporaneità, sono in presa diretta sulla sua vita individuale, vita che essi calano interamente nell&#8217;esistenza collettiva di oggi. Da qui quella sensazione di espansione, leggerezza, libertà concreta che il lettore sperimenta: leggere Deleuze significa mettere mano a un divenire-sé impersonale che attraversa interi mondi.</p>
<p>Certo, Deleuze ci “costringe a pensare” (come egli stesso dice di ogni vero pensiero che esercita una violenza sulle nostre abitudini), ma allo stesso tempo ci libera: sentiamo che il suo estremo rigore e la sua singolarità richiamano un altro tipo di “esperienza” che è al di là del semplice vissuto ma che pure sostiene tutto il vissuto dell&#8217;individuo.</p>
<p>José Gil<br />
Prezzo: € 20.00</p>
<p>Cod. 9788898367054</p>
<p>data di pubblicazione: 2015</p>
<p>pagine: 317</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Empirismo e soggettività. Saggio sulla natura umana secondo Hume (Seconda Edizione)</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2012/11/empirismo-e-soggettivita-saggio-sulla-natura-umana-secondo-hume-seconda-edizione/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 18:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[2012]]></category>
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		<category><![CDATA[Adriano Vinale]]></category>
		<category><![CDATA[Empirismo e soggettività. Saggio sulla natura umana secondo Hume (Seconda Edizione)]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Deleuze]]></category>

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		<description><![CDATA[Gilles Deleuze &#160; Abbiamo creduto di trovare l&#8217;essenza dell&#8217;empirismo nel problema preciso della soggettività. Ma, in prima istanza, si domanderà come definirla. Il soggetto si definisce mediante e come un movimento, movimento di autosviluppo di sé. Ciò che si sviluppa è il soggetto. Questo è l&#8217;unico contenuto che può essere attribuito all&#8217;idea di soggettività: la <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2012/11/empirismo-e-soggettivita-saggio-sulla-natura-umana-secondo-hume-seconda-edizione/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Empirismo-N.E.-cop.-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-165" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Empirismo-N.E.-cop.-1-205x300.jpeg" alt="Empirismo N.E. cop. 1" width="205" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Gilles Deleuze</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<div align="justify">
<p>Abbiamo creduto di trovare l&#8217;essenza dell&#8217;empirismo nel problema preciso della soggettività. Ma, in prima istanza, si domanderà come definirla. Il soggetto si definisce mediante e come un movimento, movimento di autosviluppo di sé. Ciò che si sviluppa è il soggetto. Questo è l&#8217;unico contenuto che può essere attribuito all&#8217;idea di soggettività: la mediazione, la trascendenza. Ma si rileverà che il movimento di autosvilupparsi o di divenire altro è doppio: il soggetto si supera, il soggetto si riflette. Hume ha riconosciuto queste due dimensioni, presentandole come i caratteri fondamentali della natura umana: l&#8217;inferenza e l&#8217;invenzione, la credenza e l&#8217;artificio. Si eviterà perciò di dare eccessiva importanza all&#8217;analogia spesso rilevata tra la credenza e la simpatia. Non che quest&#8217;analogia non sia reale. Ma se è vero che la credenza è l&#8217;atto conoscente del soggetto, il suo atto morale, in compenso, non è la simpatia: è l&#8217;artificio o l&#8217;invenzione, di cui la simpatia, corrispettivo della credenza, è solo una condizione necessaria. In sintesi, credere e inventare, ecco ciò che rende il soggetto un soggetto. (Gilles Deleuze)</p>
<div align="right">
<p align="left">A cura di Adriano Vinale</p>
<p align="left">
</div>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 16.00</span></p>
<p><span id="box_center_span_prezzo"><span class="prezzo">Cod. 9788889446799</span></span></p>
<p>data di pubblicazione: 2012</p>
<p>pagine: 200</p>
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		<title>Credenza e desiderio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 07:32:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gabriel Tarde &#160; Gabriel Tarde (1843-1904) è per Deleuze il campione della &#8220;microsociologia&#8221;, del sapere necessario per afferrare e comprendere la &#8220;differenza&#8221;, senza la quale non si dà né ordine né liberazione. In questo modo Deleuze decreta che il pensiero di Tarde va oltre il suo tempo e che non tutto ciò che è morto <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2012/10/credenza-e-desiderio/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Tarde.Credenza.cop_.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-69" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Tarde.Credenza.cop_-207x300.jpeg" alt="Tarde.Credenza.cop" width="207" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Gabriel Tarde</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<p align="justify">Gabriel Tarde (1843-1904) è per Deleuze il campione della &#8220;microsociologia&#8221;, del sapere necessario per afferrare e comprendere la &#8220;differenza&#8221;, senza la quale non si dà né ordine né liberazione. In questo modo Deleuze decreta che il pensiero di Tarde va oltre il suo tempo e che non tutto ciò che è morto deve continuare a morire. Da questo punto di vista, la pubblicazione di due importanti scritti di Tarde, Credenza e desiderio e Monadologia e sociologia, vuole contribuire al ritorno del suo pensiero, alla segnalazione della sua attualità. In Credenza e desiderio Tarde individua gli elementi fondanti della soggettività, della vita stessa, nella credenza e nel desiderio. Queste matrici, che sarebbero per lo spirito quello che lo spazio e il tempo sono per la realtà esteriore, sono presenti in ogni organismo della scala vivente e operano in ogni momento della vita. Ogni cellula e ogni attimo sono animati da queste potenze che strutturano la nostra percezione, regolano la nostra affettività, spingono il nostro pensiero.<br />
In Monadologia e sociologia, testo che riecheggia nelle riflessioni di Deleuze sulla monadologia di Leibniz, Tarde chiama a testimoniare tutte le scienze della sua epoca per ripensare le categorie ontologiche tradizionali, per rifondare la filosofia non più intorno alla nozione di essere, ma intorno a quella di avere: si tratta di non separare più gli elementi e gli insiemi per poi forzatamente sposarli, ma di vedere le loro co-implicazioni, quel “possesso reciproco, sotto forme estremamente varie, di tutti mediante ognuno”, che è la prima definizione di società, società che d&#8217;altronde s&#8217;infila dappertutto, organizzando anche il più piccolo atomo.</p>
<p align="justify">
A cura di Salvatore Prinzi<br />
Traduzione di Felice Ciro Papparo e Salvatore Prinzi</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 16.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446782</p>
<p>data di pubblicazione: 2012</p>
<p>pagine: 166</p>
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		<title>Che cos&#8217;è una società?</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/10/che-cose-una-societa/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gabriel Tarde  In questo saggio breve e brillante pulsa il cuore dell&#8217;intera opera di Gabriel Tarde, il grande rivale di Durkheim, il filosofo amato da Bergson, l&#8217;ispiratore del Canetti di Massa e potere e poi di Gilles Deleuze e di Félix Guattari. Che cos&#8217;è una società? La risposta suona ancora sorprendente quanto rivelatrice: non un <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/10/che-cose-una-societa/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/tarde-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-70" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/tarde-1-209x300.jpg" alt="tarde-1" width="209" height="300" /></a></span></strong></h1>
<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;">Gabriel Tarde</span> </strong></h1>
<p align="left">In questo saggio breve e brillante pulsa il cuore dell&#8217;intera opera di Gabriel Tarde, il grande rivale di Durkheim, il filosofo amato da Bergson, l&#8217;ispiratore del Canetti di Massa e potere e poi di Gilles Deleuze e di Félix Guattari. Che cos&#8217;è una società? La risposta suona ancora sorprendente quanto rivelatrice: non un tessuto di relazioni economiche né un insieme di legami giuridici, ma “una forma di sogno, un sogno su comando e un sogno in azione. Non avere che idee suggerite e crederle spontanee: tale è l&#8217;illusione del sonnambulo come dell&#8217;uomo sociale”.</p>
<div align="justify">
<div>
<p>A cura di Andrea Cavalletti</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 9.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446577</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 77</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il corpo senza qualità Arcipelago queer</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/02/il-corpo-senza-qualita-arcipelago-queer/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:03:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Jacques Lacan]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjamin]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabrizia di Stefano  Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/02/il-corpo-senza-qualita-arcipelago-queer/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-174" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1-204x300.jpeg" alt="Di Stefano cop. 1" width="204" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Fabrizia di Stefano </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi diversi del vivere e del mettersi in questione nel mondo proprio a partire dalle possibilità del corpo. Cosicché si può ben chiamare &#8220;queer&#8221; questo insieme di pensieri insorgenti e di corpi in rivolta, che si fanno cenno. Ma quel &#8220;resto&#8221;, che non consente un sapere assoluto del corpo e della sessualità, a cui Lacan ha dato una lapidaria forma espressiva &#8211; &#8220;non c&#8217;è rapporto sessuale&#8221;- non è più solo affare dei tempi lunghi della storira ma è arrivato alla lettera della cronaca quotidiana, come a stringere d&#8217;assedio le nostre vite.<br />
Donne, omosessuali, lesbiche, transessuali, e anche taluni uomini, siamo oramai tutte/i interpellati dall&#8217;evanescenza e dalla precarietà del rapporto con l&#8217;Altro, che è stato sempre la significazione di quel &#8220;resto&#8221; che, come dice l&#8217;autrice, &#8220;è diventato un prisma moltiplicativo&#8221; privo di figure certe: sicché è il &#8220;totalmente altro&#8221; del razzismo e della discriminazione a prevalere nei fantasmi dell&#8217;epoca.<br />
Il libro cerca di riattraversare questo processo, singolare e collettivo, interrogando i protagonisti di una grande stagione del pensiero &#8211; Lacan, Deleuze, Foucault, Derrida, Irigaray, Butler, Arendt, Benjamin fra gli altri &#8211; per comprendere come le ferite del concetto e le aporie del piacere lascino lampeggiare se non la certezza di una liberazione, almeno la possibilità di fare un passo che contrasti questa &#8220;aria del tempo&#8221; che ci sta avvolgendo.</p>
<p>Fabrizia Di Stefano si dedica da anni a indagare temi e questioni della soggettività contemporanee. Ha collaborato con il Manifesto e ha curato, con M. Ciampa, il volume di Bataille, Kojève e altri, Sulla fine della storia (Liguori 1985).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 18.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446515</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 197</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sessantacinque sogni di Franz Kafka</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 15:53:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Félix Guattari  &#160; Nel suo Carteggio e nei suoi Diari, Kafka racconta spesso i suoi stranissimi e bellissimi sogni. E&#8217; a partire da qui che nasce il volume di Félix Guattari che raccoglie tre saggi sul tema del sogno e la sceneggiatura di un film che il filosofo-psicanalista francese progettava di fare sullo scrittore di Praga. <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2009/10/sessantacinque-sogni-di-franz-kafka/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/73940372_Sessantacinque-sogni-Kafka.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-839" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/73940372_Sessantacinque-sogni-Kafka-206x300.gif" alt="73940372_sessantacinque-sogni-kafka" width="206" height="300" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Félix Guattari </strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Nel suo Carteggio e nei suoi Diari, Kafka racconta spesso i suoi stranissimi e bellissimi sogni. E&#8217; a partire da qui che nasce il volume di Félix Guattari che raccoglie tre saggi sul tema del sogno e la sceneggiatura di un film che il filosofo-psicanalista francese progettava di fare sullo scrittore di Praga. Scritti tutti negli anni &#8217;80, i testi raccolti, sorta d&#8217;inventario di sessantacinque sogni presenti nell&#8217;opera di Kafka, costituiscono una preziosa appendice alla famosa monografia scritta in collaborazione con Gilles Deleuze nel 1975.</p>
<p>&#8220;Là dove l&#8217;interpretazione di Freud si ferma &#8211; di fronte a quello che egli chiamava &#8216;l&#8217;ombelico del sogno&#8217; &#8211; per Kafka, invece, tutto ha inizio. Rinunciando a far passare i loro punti di nonsenso sotto il giogo di una qualunque ermeneutica, egli farà proliferare e amplificare i sogni, generando altre formazioni immaginarie, altre idee, altri personaggi, altre cooordinate mentali, senza nessuna ipercodificazione strutturale. S&#8217;instaura così un regno di processi creativi antagonisti all&#8217;ordine stabilito dei significati. Processo di produzione di una soggettività mutante, portatrice di potenzialità suscettibili di infiniti arricchimenti&#8221;.</p>
<p>A cura di Clemens-Carl Haerle e Antonella Moscati</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 11.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446409</p>
<p>Data di pubblicazione: 2009</p>
<p>pagine: 89</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Millesuoni. Deleuze, Guattari e la musica elettronica</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2008/09/millesuoni-deleuze-guattari-e-la-musica-elettronica/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cox, Franck, Hinant, Miller, Murphy, Paci Dalò, Quinz, Szepanski  &#160; Questo volume offre per la prima volta al pubblico italiano la storia dell&#8217;incontro tra la filosofia di Deleuze e Guattari e la musica elettronica. Una storia che comincia, forse, quando Deleuze partecipa nel 1972 alla registrazione del disco Electronique Guerrilla del gruppo rock sperimentale Heldon, <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2008/09/millesuoni-deleuze-guattari-e-la-musica-elettronica/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/MILLESUONI.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-110" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/MILLESUONI-196x300.jpg" alt="MILLESUONI" width="196" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Cox, Franck, Hinant, Miller, Murphy, Paci Dalò, Quinz, Szepanski </strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<p>Questo volume offre per la prima volta al pubblico italiano la storia dell&#8217;incontro tra la filosofia di Deleuze e Guattari e la musica elettronica. Una storia che comincia, forse, quando Deleuze partecipa nel 1972 alla registrazione del disco Electronique Guerrilla del gruppo rock sperimentale Heldon, prestando la sua voce a un frammento di Umano, troppo umano di Nietzsche.<br />
Per ripercorrere questa storia, complessa e ricca, Emanuele Quinz esplora alcuni concetti-chiave a partire dai quali Deleuze e Guattari hanno elaborato la loro riflessione sulla musica. Seguono una serie di analisi (Murphy, Cox, Franck), derivate da àmbiti geografici e teorici diversi, che disegnano la storia dell&#8217;impatto del pensiero dei due filosofi sulla musica elettronica sperimentale. I testi di Hinant, Szepanski e l&#8217;intervista a Paul D. Miller, alias DJ Spooky, introducono le testimonianze di chi ha integrato il pensiero di Deleuze e Guattari nella pratica della produzione musicale. Chiude il volume un contributo di sole immagini di Roberto Paci Dalò.</p>
<div>A cura di Roberto Paci Dalò ed Emanuele Quinz</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 14.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446133</p>
<p>data di pubblicazione: 2006</p>
<p>pagine: 181 &#8211; 10 tavole b/n</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Che cos&#8217;è un dispositivo?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2007 11:23:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gilles Deleuze  Cronopio pubblica la prima traduzione italiana della conferenza di Gilles Deleuze tenuta ad un convegno su Michel Foucault a Parigi nel 1988. In questa conferenza, che è anche la sua ultima apparizione pubblica, Deleuze riflette su quel concetto, così decisivo nell&#8217;opera di Michel Foucault, che è il dispositivo e al quale non aveva <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2007/08/che-cose-un-dispositivo/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/dispositivo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-169" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/dispositivo-212x300.jpg" alt="dispositivo" width="212" height="300" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Gilles Deleuze </strong></span></p>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></h1>
<div align="justify">
<p>Cronopio pubblica la prima traduzione italiana della conferenza di Gilles Deleuze tenuta ad un convegno su Michel Foucault a Parigi nel 1988. In questa conferenza, che è anche la sua ultima apparizione pubblica, Deleuze riflette su quel concetto, così decisivo nell&#8217;opera di Michel Foucault, che è il dispositivo e al quale non aveva dedicato molto spazio nella sua monografia su Foucault (Cronopio 2009). Concetto polimorfo e trasversale che interrompe e biforca linee e tracciati univoci, che attraversa saperi e discipline, epoche storiche diverse mettendoli in rapporto con il nuovo e l&#8217;attuale, il dispositivo è essenziale non solo per comprendere le strutture e le strategie del potere, ma anche i processi di soggettivazione.</p>
<p>&#8220;Noi apparteniamo a dei dispositivi e agiamo in essi. La novità di un dispositivo rispetto a quelli precedenti, la chiamiamo la sua attualità, la nostra attualità. Il nuovo è l&#8217;attuale. L&#8217;attuale non è ciò che siamo, ma piuttosto ciò che diveniamo, che stiamo divenendo, cioè l&#8217;Altro, il nostro divenir-altro. In ogni dispositivo, bisogna distinguere ciò che siamo (ciò che non siamo già più) e ciò che stiamo divenendo: ciò che appartiene alla storia e ciò che appartiene all&#8217;attuale&#8221;.</p>
<p>Gilles Deleuze</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati</p>
<div></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € <span class="prezzo"><strong>5,00</strong></span></span></p>
<p>Cod. 9788889446300</p>
<p>data di pubblicazione: 2007</p>
<p>pagine: 42</p>
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		<title>Infanzia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2005 09:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nathalie Serraute Raccontando la storia, parzialmente autobiografica, di un&#8217;infanzia nomade trascorsa tra la Francia, la Russia e la Svizzera negli anni che precedono la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, il romanzo di Nathalie Serraute evoca il flusso delle vaghe, e spesso dolorose, impressioni che invadono la piccola Natasha nel rapporto con la madre, <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2005/11/infanzia/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/infanzia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-137" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/infanzia-205x300.jpg" alt="infanzia" width="205" height="300" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Nathalie Serraute</strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<div>
<p>Raccontando la storia, parzialmente autobiografica, di un&#8217;infanzia nomade trascorsa tra la Francia, la Russia e la Svizzera negli anni che precedono la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, il romanzo di Nathalie Serraute evoca il flusso delle vaghe, e spesso dolorose, impressioni che invadono la piccola Natasha nel rapporto con la madre, il padre e la matrigna. Soprattutto all&#8217;inizio, la narrazione in prima persona è spesso interrotta da un dialogo fra un io e un tu, fra il narratore e il proprio doppio, che si interroga e l&#8217;interroga sulle motivazioni della scrittura. Questo libro non è solo la cronaca di un&#8217;infanzia &#8220;nomade&#8221; fra genitori separati, e di uno spaccato storico, ma anche una riflessione sulla lingua o meglio sulle varie lingue fra le quali questa infanzia si è formata. Per Gilles Deleuze, Infanzia di N. Sarraute resta uno dei più significativi romanzi contemporanei sulla memoria, capace di tradurre in contenuti universali un&#8217;esperienza privata, senza cadere mai negli stereotipi del genere.</p>
<p>Ma Infanzia è anche una riflessione sul luogo sorgivo della scrittura, su quell'&#8221;immenso terreno inesplorato&#8221; che sta fra il vissuto e la lingua, fra il silenzio e le voci. La lingua di Infanzia &#8211; scrive Ginevra Bompiani nella sua postfazione &#8211; è &#8220;una lingua senza nomi, nella quale le parole catturano &#8216;qualcosa di sconosciuto&#8217;. Una lingua di verbi. Di moti che sfociano in certe parole, si sviluppano a partire da altre. Ingranditi, rallentati, non esistono allo stato normale, eppure sono vivi. Sono forme di vista invisibili, che la scrittura afferra con i suoi strumenti, prima che la parola non li accechi&#8221;.</p>
<p>Traduzione di Oreste del Buono<br />
Postfazione di Ginevra Bompiani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prezzo: € 16.00</p>
<p>data di pubblicazione: 2005</p>
<p>Cod. 8889446099</p>
<p>pagine: 232</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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