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	<title>Cronopio Edizioni &#187; Antonella Moscati</title>
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	<description>casa editrice napoli</description>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Che cos'è l'atto di creazione? Nuova ediz.]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Deleuze]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Vizzardelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione) Gilles Deleuze “Vorrei porre anch&#8217;io delle domande. Porre delle domande a voi e a me stesso. Domande di questo tipo: che cosa fate voi che fate cinema? E io che cosa faccio quando faccio o spero di fare filosofia? Potrei porre la domanda anche in questi termini: che <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2026/05/che-cose-latto-di-creazione-nuova-edizione/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff;">Che cos&#8217;è l&#8217;atto di creazione? (nuova edizione)</span></h1>
<h3><span style="color: #0000ff;">Gilles Deleuze</span></h3>
<p><a href="https://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2026/09/atto-creazione-ne.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2762" src="https://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2026/09/atto-creazione-ne-210x300.jpg" alt="atto creazione ne" width="210" height="300" /></a></p>
<p>“Vorrei porre anch&#8217;io delle domande. Porre delle domande a voi e a me stesso. Domande di questo tipo: che cosa fate voi che fate cinema? E io che cosa faccio quando faccio o spero di fare filosofia?</p>
<p>Potrei porre la domanda anche in questi termini: che cos&#8217;è avere un&#8217;idea al cinema? Se si fa o si vuol fare cinema, che cosa significa avere un&#8217;idea? Che cosa accade quando si dice: “Ecco, ho un&#8217;idea”? Perché, da una parte, tutti sanno che avere un&#8217;idea è un evento che accade raramente, è una specie di festa, abbastanza rara. E poi, d&#8217;altra parte, avere un&#8217;idea non è qualcosa di generale. Non si ha un&#8217;idea in generale. Un&#8217;idea – proprio come colui che ha l&#8217;idea – è già consacrata a questo o a quell&#8217;ambito. Può essere un&#8217;idea in pittura, in narrativa, in filosofia, oppure in scienza.” Gilles Deleuze</p>
<p>Di Gilles Deleuze (1925-1995) Cronopio ha pubblicato: <i>Pericle e Verdi</i> (1996), <i>L&#8217;esausto</i> (1999 e 2005), <i>Grandezza di Yasser Arafat</i> (2002), <i>Che cos&#8217;è un dispositivo?</i> (2007).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cod.  9788898367924</p>
<p>pag. 96</p>
<p>prezzo: 11.00 €</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Jean-Luc Nancy. Verso la vita/la morte</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 11:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni on line]]></category>
		<category><![CDATA[Antinomie]]></category>
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		<category><![CDATA[Jacques Derrida e Philippe Lacoue-Labarthe]]></category>
		<category><![CDATA[L'intruso]]></category>
		<category><![CDATA[Nancy]]></category>

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		<description><![CDATA[Antinomie pubblica la postfazione di Antonella Moscati alla nuova edizione ampliata de &#8220;L&#8217;intruso&#8221; di Jean-Luc Nancy &#8220;Non mi è facile dire qualcosa di questo libro, dopo che chi l’ha scritto, e che ha magnificamente pensato e raccontato gli effetti del trapianto di cuore su tutto il corso della vita che ha ancora vissuto, non c’è <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2025/01/jean-luc-nancy-verso-la-vitala-morte/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto"><a href="https://antinomie.it/index.php/2024/12/09/jean-luc-nancy-verso-la-vita-la-morte/?fbclid=IwY2xjawHopDFleHRuA2FlbQIxMQABHXWEPgV7rgPrdD614pf22kMYDECwaccNUwGHT9dAdUYi_N1yoOZhprSuJg_aem_qYrYu3z-6S0ga_LMbhkF8A">Antinomie</a> pubblica la postfazione di Antonella Moscati</div>
<div dir="auto">alla nuova edizione ampliata de <a href="http://www.cronopio.it/edizioni/2024/07/lintruso-4/">&#8220;L&#8217;intruso&#8221; </a>di Jean-Luc Nancy</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">&#8220;Non mi è facile dire qualcosa di questo libro, dopo che chi l’ha scritto, e che ha magnificamente pensato e raccontato gli effetti del trapianto di cuore su tutto il corso della vita che ha ancora vissuto, non c’è più. Non c’è più, costringendo altri a prendere la parola su di lui, non certo in sua vece, né a suo nome, ma in sua assenza, su temi che sono nati in un luogo talmente intimo da poter essere difficilmente condiviso o anche semplicemente immaginato da qualcuno che non sia lui stesso.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">L’ultima delle aggiunte che hanno scandito le edizioni francesi dell’Intruso, e che qui pubblichiamo, è dell’agosto 2017, dopo l’ultimo viaggio in Giappone di Jean-Luc Nancy, che ha costituito un punto di non ritorno in questa storia e in questo racconto, perché ha visto un peggioramento delle sue condizioni fisiche che il suo organismo non è più riuscito a superare del tutto. Tutte e tre i poscritti sono fortemente segnati dalla scomparsa avvenuta nel frattempo di alcuni grandi amici di Nancy, Jacques Derrida e Philippe Lacoue-Labarthe innanzitutto, ma anche altri. Rileggendo il libro oggi – ma non ieri, cioè al momento della sua pubblicazione – mi rendo conto che si tratta di una meditazione sulla vita e sulla morte o meglio, secondo l’espressione di Derrida ripresa da Nancy, su “la vita la morte” e sul sopravvivere – a sé e ad altri – e non solo su ciò che costituisce il tema esplicito del libro: l’intrusione e l’estraneità, l’essere e il diventare stranieri a se stessi e agli altri&#8221;.</div>
</div>
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		<title>L&#8217;intruso</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2024/10/lintruso-5/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 16:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni on line]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Moscati]]></category>
		<category><![CDATA[Il posto delle parole]]></category>
		<category><![CDATA[Livio Partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[La conversazione tra Livio Partiti &#8211; Il posto delle parole &#8211; e Antonella Moscati sulla nuova edizione de &#8220;L&#8217;intruso&#8220; Senza una folla di intrusioni niente potrebbe aver luogo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">La conversazione tra Livio Partiti &#8211; <a href="https://ilpostodelleparole.it/libri/antonella-moscati-lintruso-jean-luc-nancy/?fbclid=IwY2xjawHo7NFleHRuA2FlbQIxMQABHe2CZmOma6hC88x6IPeqhkqync0ICSNiZMdwigrbWeq2XaKthsrzNosdgg_aem_z2SFNFg_A1bmmvIvDILVqA">Il posto delle parole</a> &#8211; e Antonella Moscati</div>
<div dir="auto">sulla nuova edizione de &#8220;<a href="http://www.cronopio.it/edizioni/2024/07/lintruso-4/">L&#8217;intruso</a>&#8220;</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Senza una folla di intrusioni niente potrebbe aver luogo.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
</div>
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		<title>L&#8217;intruso</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2024/07/lintruso-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 11:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intruso Jean-Luc Nancy &#160; Questa nuova edizione de “L’intruso” si arricchisce dei poscritti al libro che Jean-Luc Nancy ha pubblicato nel corso degli anni e di una postfazione di Antonella Moscati. &#8220;Jacques Derrida l’aveva sentito, presentito e pensato meglio di chiunque altro. È stato lui a cogliere chiaramente che il tema decisivo era quello del <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2024/07/lintruso-4/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="cc-title"><span style="color: #0000ff;">L&#8217;intruso</span></h1>
<h3><strong><span style="color: #0000ff;">Jean-Luc Nancy</span></strong></h3>
<p><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2025/01/Lintruso-nuova-edizione.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2570" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2025/01/Lintruso-nuova-edizione-215x300.jpeg" alt="L'intruso nuova edizione" width="215" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa nuova edizione de “L’intruso” si arricchisce dei poscritti al libro che Jean-Luc Nancy ha pubblicato nel corso degli anni e di una postfazione di Antonella Moscati. &#8220;Jacques Derrida l’aveva sentito, presentito e pensato meglio di chiunque altro. È stato lui a cogliere chiaramente che il tema decisivo era quello del proprio, della proprietà in tutte le accezioni del termine. Ben più profondamente del possesso di un oggetto, è l’appropriazione di un soggetto a se stesso a essere in questione. Il trapianto di un cuore è solo una lontana immagine – o una lontana manifestazione – di ciò che in ogni ‘essere sé’ (di una persona, di un paese, di una lingua, di un pensiero) implica una folla d’intrusioni. Senza di esse, niente potrebbe aver luogo, niente potrebbe cominciare a individuarsi o a identificarsi.&#8221; (Jean-Luc Nancy, Post scriptum, 2017).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cod. 9788898367764</p>
<p>pag. 90</p>
<p>prezzo: 10,00 €</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La dischiusura. Decostruzione del cristianesimo I</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 19:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[La dischiusura Decostruzione del cristianesimo I]]></category>
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		<category><![CDATA[Rolando Deval]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  La prima parte di quella decostruzione del cristianesimo che già da qualche anno costituisce il nucleo centrale della ricerca del filosofo francese. Attraverso il pensiero di Nietzche, Heidegger, Blanchot e Bataille, Nancy ripercorre la storia dell&#8217;intreccio, così importante nella tradizione filosofica, fra fede e ragione, fra religione e metafisica, al fine di aprire, <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2017/08/la-dischiusura-decostruzione-del-cristianesimo-i/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/dischiusura.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-171" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/dischiusura.jpg" alt="dischiusura" width="166" height="239" /></a></strong></span></h1>
<h1><span style="color: #0000ff;"><strong>Jean-Luc Nancy </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<div>La prima parte di quella decostruzione del cristianesimo che già da qualche anno costituisce il nucleo centrale della ricerca del filosofo francese. Attraverso il pensiero di Nietzche, Heidegger, Blanchot e Bataille, Nancy ripercorre la storia dell&#8217;intreccio, così importante nella tradizione filosofica, fra fede e ragione, fra religione e metafisica, al fine di aprire, &#8220;schiudere&#8221;, i confini di entrambe. Contro le due minacce, in fondo complementari, con cui deve misurarsi la nostra società attuale, quella di una laicità interamente nichilista e quella di una ricaduta nel fondamentalismo religioso, la decostruzione del cristianesimo &#8211; il termine è ovviamente un tributo a Jacques Derrida &#8211; è una riflessione sulla possibilità che il pensiero vada al di là di se stesso, inoltrandosi con coraggio in quelli che sono considerati i terreni della religione, ma senza per questo irrigidirsi nel dogmatismo o in superficiali fantasmi.<br />
&#8220;Farla finita innanzitutto con lo schema unilaterale di un certo razionalismo secondo il quale l&#8217;Occidente moderno si sarebbe affermato contro il cristianesimo e sottraendosi al suo oscurantismo (curiosamente, lo stesso Heidegger ripeterà, a modo suo, qualcosa di questo schema): perché si tratta di comprendere come il monoteismo in generale e il cristianesimo in particolare abbiano contribuito a generare l&#8217;Occidente. Bloccare, però, anche ogni tentativo di &#8216;guarire&#8217; i &#8216;mali&#8217; del mondo attuale (la sua privazione di senso) con un ritorno al cristianesimo in particolare, o alla religione in generale: poiché si tratta di comprendere come siamo già usciti dal religioso. Domandarsi quindi nuovamente che cosa, senza negare il cristianesimo ma senza neanche tornare a esso, potrebbe condurci verso un punto, una risorsa sommersa sotto il cristianesimo, sotto il monoteismo e sotto l&#8217;Occidente, che bisognerebbe ormai mettere in luce: perché questo punto aprirebbe, insomma, a un avvenire del mondo che non sarebbe più né cristiano, né anti-cristiano, né monoteista né ateista o politeista, ma capace di andare proprio al di là di tutte queste categorie (dopo averle rese tutte possibili)&#8221;.</div>
<div>
<div></div>
<div>Jean-Luc Nancy</div>
<div></div>
<div>Traduzione di Rolando Deval e Antonella Moscati</div>
</div>
</div>
<div></div>
<div>Prezzo: € 20.00</div>
<div>Cod. 9788889446195</div>
<div>data di pubblicazione: 2007</div>
<div>pagine: 223</div>
<div align="justify"></div>
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		<title>La comunità inoperosa</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 19:50:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Luc Nancy]]></category>
		<category><![CDATA[La comunità inoperosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  La comunità ci è data con l&#8217;essere e come l&#8217;essere, ben al di qua di tutti i nostri progetti, volontà e tentativi. In fondo, perderla ci è impossibile. Anche se la società è il meno comunitaria possibile, non è possibile che nel deserto sociale non ci sia, infima o addirittura inaccessibile, comunità. Noi <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2013/07/la-comunita-inoperosa/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_336606_Comunita_inoperosa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-945" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_336606_Comunita_inoperosa-206x300.jpg" alt="zoom_336606_comunita_inoperosa" width="206" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;">Jean-Luc Nancy</span> </strong></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>La comunità ci è data con l&#8217;essere e come l&#8217;essere, ben al di qua di tutti i nostri progetti, volontà e tentativi. In fondo, perderla ci è impossibile. Anche se la società è il meno comunitaria possibile, non è possibile che nel deserto sociale non ci sia, infima o addirittura inaccessibile, comunità. Noi non possiamo non com-parire. Soltanto, al limite, la massa fascista tende ad annientare la comunità nel delirio di una comunione incarnata. E analogamente il campo di concentramento &#8211; e di sterminio, il campo di concentramento dello sterminio &#8211; è, nella sua essenza, volontà di distruggere la comunità. Ma mai, nemmeno nel campo di concentramento, la comunità cessa completamente di resistere a questa volontà. Essa è in un certo senso la resistenza stessa, la resistenza dell&#8217;immanenza.</p>
<p>Jean-Luc Nancy</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati<br />
<span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € <span class="prezzo">15,00</span></span></p>
<p>Cod. 8885414826</p>
<p>data di pubblicazione: 2002</p>
<p>pagine: 227</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’adorazione. Decostruzione del cristianesimo II</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Borghesi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Jean-Luc Nancy Quale può essere oggi, dopo Nietzsche e Freud, il significato della parola “religione”? Se questa parola ha ancora un contenuto di verità al di là del dogma e degli assetti istituzionali, al di là di ogni distinzione tra politeismi e monoteismi, al di là dei riti e del sentimentalismo, questo contenuto sta <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2012/05/jean-luc-nancy-ladorazione-decostruzione-del-cristianesimo-ii/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Adorazione.cop-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-221" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Adorazione.cop-1-208x300.jpeg" alt="Adorazione.cop 1" width="208" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong><span style="color: #0000ff;">Jean-Luc Nancy</span></strong></h1>
<p>Quale può essere oggi, dopo Nietzsche e Freud, il significato della parola “religione”? Se questa parola ha ancora un contenuto di verità al di là del dogma e degli assetti istituzionali, al di là di ogni distinzione tra politeismi e monoteismi, al di là dei riti e del sentimentalismo, questo contenuto sta nel gesto dell&#8217;adorazione.</p>
<p>L&#8217;adorazione è la parola rivolta a qualcuno o a qualcosa, la parola rivolta a ciò che oltrepassa la significazione, l&#8217;appello trasversale che eccede il concetto e il culto e che ritroviamo nella fede, nell&#8217;amore, nella poesia, nella comunicazione mondana.</p>
<p>Quello che questo secondo volume della <em>Decostruzione del cristianesimo </em>cerca di pensare è una maniera, un&#8217;andatura, un contegno dello spirito in grado di rispondere alle questioni aperte da questo nostro tempo in cui lo “spirituale” sembra così lontano, prosciugato, abusato.</p>
<p>Traduzione di Roberto Borghesi e Antonella Moscati</p>
<p>Prezzo: € 18.50</p>
<p>Cod. 9788889446706</p>
<p>Data di pubblicazione: 2012</p>
<p>pagine: 156</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Punto di fuga</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 09:55:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Peter Weiss  Dedicato ai primi anni dell&#8217;esilio in Svezia, dove Weiss giunge nel novembre 1940, Punto di fuga riprende la ricerca autobiografica iniziata con Congedo dai genitori. La desolazione degli inverni svedesi, gli incontri con gli altri esiliati, le effimere e tuttavia drammatiche relazioni amorose che scandiscono una grande solitudine, il ricordo dei traumi subiti durante gli anni <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2011/02/punto-di-fuga/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/weiss-punto-cop.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-48" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/weiss-punto-cop-210x300.jpg" alt="weiss-punto-cop" width="210" height="300" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Peter Weiss </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>Dedicato ai primi anni dell&#8217;esilio in Svezia, dove Weiss giunge nel novembre 1940, <i>Punto di fuga </i>riprende la ricerca autobiografica iniziata con <i>Congedo dai genitori</i>. La desolazione degli inverni svedesi, gli incontri con gli altri esiliati, le effimere e tuttavia drammatiche relazioni amorose che scandiscono una grande solitudine, il ricordo dei traumi subiti durante gli anni del nazismo, l&#8217;esperienza della lettura di Kafka e di Henry Miller, la ripresa della pittura: sono questi i materiali con i quali Weiss fabbrica un racconto di una grande intensità, in una lingua di una precisione estrema e di una densità quasi corporea. <i>Punto di fuga</i> è anche il racconto di una liberazione e di un&#8217;appassionata riconquista della vita: &#8220;Potevo parlare, potevo dire ciò che volevo. All&#8217;età di trent&#8217;anni vedevo che potevo partecipare in uno scambio di pensieri che aveva luogo intorno a me, legato a nessun paese&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Traduzione di Anna Pensa e Antonella Moscati</p>
<p>Postfazione di Clemens-Carl Haerle</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 18.50</span></p>
<p>Cod. 8889446539</p>
<p>data di pubblicazione: 2011</p>
<p>pagine: 206</p>
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		<title>Corpo teatro</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 10:21:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  &#160; “Il teatro è la cessazione del segreto, se il segreto è quello dell&#8217;essere in sé o quello di un&#8217;anima ritratta in un&#8217;intimità. E&#8217; l&#8217;in se stesso o l&#8217;intimità che come tale esce e si espone. E&#8217; il ‘mondo come teatro&#8217; così come lo conosciamo fin da Calderon e Shakespeare, ma così come in effetti <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/06/corpo-teatro/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/corpo-teatro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-186" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/corpo-teatro.jpg" alt="corpo teatro" width="167" height="239" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Jean-Luc Nancy </strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<div>
<p>“Il teatro è la cessazione del segreto, se il segreto è quello dell&#8217;essere in sé o quello di un&#8217;anima ritratta in un&#8217;intimità. E&#8217; l&#8217;in se stesso o l&#8217;intimità che come tale esce e si espone. E&#8217; il ‘mondo come teatro&#8217; così come lo conosciamo fin da Calderon e Shakespeare, ma così come in effetti tutta la nostra tradizione – almeno fin dalla caverna platonica – l&#8217;ha rimuginato, quel ‘mondo come teatro&#8217; in quanto verità, proprio come e proprio perché il corpo si rivela la verità dell&#8217;anima: verità che si spinge anch&#8217;essa sulla scena o più precisamente verità che fa scena”.</p>
<p>Jean-Luc Nancy</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati</p>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 9.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446614</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 68</p>
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		<title>Hegel L&#8217;inquietudine del negativo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 19:45:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[9788885414341]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Moscati]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Hegel L'inquietudine del negativo]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Luc Nancy]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  &#8220;Hegel è il pensatore che inaugura il mondo contemporaneo. Tutta la sua opera è penetrata e mossa dalla coscienza e dall&#8217;emozione di avere a che fare con una svolta decisiva nel corso del mondo e, di conseguenza, nel corso della filosofia. Il senso non si propone più attraverso il legame religioso di una <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/05/hegel-linquietudine-del-negativo/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_96781068_L_inquietudine_del_negativo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-942" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_96781068_L_inquietudine_del_negativo-203x300.jpg" alt="zoom_96781068_l_inquietudine_del_negativo" width="203" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;">Jean-Luc Nancy</span> </strong><span id="box_center_fld_marca"></span></h1>
<div align="justify">
<p>&#8220;Hegel è il pensatore che inaugura il mondo contemporaneo. Tutta la sua opera è penetrata e mossa dalla coscienza e dall&#8217;emozione di avere a che fare con una svolta decisiva nel corso del mondo e, di conseguenza, nel corso della filosofia. Il senso non si propone più attraverso il legame religioso di una comunità e il sapere non si subordina più alla totalità di un senso [&#8230;]. Dopo Hegel, non abbiamo mai smesso di penetrare questa negatività, anche se il tempo di Hegel, proprio come la sua filosofia, sono ormai lontani, dietro di noi. In un certo senso noi non possiamo attingere da loro un significato sempre disponibile. Questo è anche il motivo per il quale, qui, non si pretende di &#8216;restituire&#8217; Hegel, né si espone un &#8216;hegelianismo': si legge Hegel o lo si pensa, così come è stato già riletto o ripensato nel pensiero. Ciò che bisogna inanzitutto pensare è che il senso non è mai né dato né disponibile, ma che si tratta piuttosto di rendersi disponibili per esso: questa disponibilità si chiama libertà&#8221;.</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 12.00<br />
</span></p>
<p>Cod. 9788885414341</p>
<p>data di pubblicazione: 1998</p>
<p>pagine: 108</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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