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	<title>Cronopio Edizioni &#187; 8889446099</title>
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		<title>Infanzia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2005 09:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nathalie Serraute Raccontando la storia, parzialmente autobiografica, di un&#8217;infanzia nomade trascorsa tra la Francia, la Russia e la Svizzera negli anni che precedono la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, il romanzo di Nathalie Serraute evoca il flusso delle vaghe, e spesso dolorose, impressioni che invadono la piccola Natasha nel rapporto con la madre, <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2005/11/infanzia/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/infanzia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-137" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/infanzia-205x300.jpg" alt="infanzia" width="205" height="300" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Nathalie Serraute</strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
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<div>
<p>Raccontando la storia, parzialmente autobiografica, di un&#8217;infanzia nomade trascorsa tra la Francia, la Russia e la Svizzera negli anni che precedono la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, il romanzo di Nathalie Serraute evoca il flusso delle vaghe, e spesso dolorose, impressioni che invadono la piccola Natasha nel rapporto con la madre, il padre e la matrigna. Soprattutto all&#8217;inizio, la narrazione in prima persona è spesso interrotta da un dialogo fra un io e un tu, fra il narratore e il proprio doppio, che si interroga e l&#8217;interroga sulle motivazioni della scrittura. Questo libro non è solo la cronaca di un&#8217;infanzia &#8220;nomade&#8221; fra genitori separati, e di uno spaccato storico, ma anche una riflessione sulla lingua o meglio sulle varie lingue fra le quali questa infanzia si è formata. Per Gilles Deleuze, Infanzia di N. Sarraute resta uno dei più significativi romanzi contemporanei sulla memoria, capace di tradurre in contenuti universali un&#8217;esperienza privata, senza cadere mai negli stereotipi del genere.</p>
<p>Ma Infanzia è anche una riflessione sul luogo sorgivo della scrittura, su quell'&#8221;immenso terreno inesplorato&#8221; che sta fra il vissuto e la lingua, fra il silenzio e le voci. La lingua di Infanzia &#8211; scrive Ginevra Bompiani nella sua postfazione &#8211; è &#8220;una lingua senza nomi, nella quale le parole catturano &#8216;qualcosa di sconosciuto&#8217;. Una lingua di verbi. Di moti che sfociano in certe parole, si sviluppano a partire da altre. Ingranditi, rallentati, non esistono allo stato normale, eppure sono vivi. Sono forme di vista invisibili, che la scrittura afferra con i suoi strumenti, prima che la parola non li accechi&#8221;.</p>
<p>Traduzione di Oreste del Buono<br />
Postfazione di Ginevra Bompiani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prezzo: € 16.00</p>
<p>data di pubblicazione: 2005</p>
<p>Cod. 8889446099</p>
<p>pagine: 232</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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