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	<title>Cronopio Edizioni &#187; 2010</title>
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		<title>La rivolta</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 11:39:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pierandrea Amato Questa è un&#8217;analisi filosofica delle rivolte metropolitane che sconvolgono le alchimie del potere globale. Analisi che si sviluppa offrendo una serie di materiali in cui, coniugando nichilismo e politica, la rivolta non appare solo come movimento insurrezionale ostile a qualsiasi potere costituito e alle forme organizzate della rivoluzione politica. La tesi è più <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2017/08/la-rivolta/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/la-rivolta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-126" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/la-rivolta.jpg" alt="la rivolta" width="168" height="239" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Pierandrea Amato</strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>Questa è un&#8217;analisi filosofica delle rivolte metropolitane che sconvolgono le alchimie del potere globale. Analisi che si sviluppa offrendo una serie di materiali in cui, coniugando nichilismo e politica, la rivolta non appare solo come movimento insurrezionale ostile a qualsiasi potere costituito e alle forme organizzate della rivoluzione politica. La tesi è più radicale: la rivolta è un evento che manifesta un&#8217;inclinazione fondamentale all&#8217;esistenza umana. Vivere significa rivoltarsi.<br />
La rivolta è la prima traccia di qualsiasi vero gesto politico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cod. 9788889446591</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 110</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;eterna ripetizione e &#8220;Après coup&#8221;</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/11/leterna-ripetizione-e-apres-coup/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 21:20:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maurice Blanchot L&#8217;eterna ripetizione raccoglie due sorprendenti racconti &#8211; L&#8217;idillio e L&#8217;ultima parola &#8211; che Blanchot ha scritto fra il 1935 e il 1936. Ne L&#8217;idillio, l&#8217;estraneità irriducibile dell&#8217;immigrato delinea la figura dello straniero come colui che rifiuta la &#8216;felice&#8217; integrazione offerta da un&#8217;istituzione collettiva &#8216;tollerante&#8217;, delinea la figura dello straniero come colui che non si adatta al proprio esilio né sa <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/11/leterna-ripetizione-e-apres-coup/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_68596510_Cop.Blanchot.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-964" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_68596510_Cop.Blanchot-205x300.jpg" alt="zoom_68596510_cop-blanchot" width="205" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;">Maurice Blanchot</span><br />
<span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></h1>
<div align="justify">
<p><i>L&#8217;eterna ripetizione </i>raccoglie due sorprendenti racconti &#8211; <i>L&#8217;idillio e L&#8217;ultima parola</i> &#8211; che Blanchot ha scritto fra il 1935 e il 1936. Ne <i>L&#8217;idillio</i>, l&#8217;estraneità irriducibile dell&#8217;immigrato delinea la figura dello straniero come colui che rifiuta la &#8216;felice&#8217; integrazione offerta da un&#8217;istituzione collettiva &#8216;tollerante&#8217;, delinea la figura dello <i>straniero</i> come colui che non si adatta al proprio esilio né sa rinunciarvi, perché non vuole sottomettersi alle &#8216;regole&#8217; dell&#8217;accoglienza. Ne <i>L&#8217;ultima parola</i>, invece,<i> </i>è narrata la catastrofe di una società in cui il linguaggio viene improvvisamente privato delle &#8220;parole d&#8217;ordine&#8221; che garantivano la comunicazione e la gerarchia dei rapporti umani. Infine, in <i>Après coup</i> Blanchot ripensa, a distanza di cinquant&#8217;anni, questi suoi due racconti, interrogandosi sul rapporto tra opera e autore, sulla <i>gloria</i> della voce narrativa, sulla possibilità di raccontare Auschwitz.</p>
<div></div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 11.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446645</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 90</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Secondo manifesto per la filosofia</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/10/secondo-manifesto-per-la-filosofia/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 17:59:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alain Badiou  &#8220;Il mio primo Manifesto per la filosofia si levava contro l&#8217;annuncio, diffuso un po&#8217; dappertutto, della &#8216;fine&#8217; della filosofia. A questo tema della fine, proponevo di sostituire la parola d&#8217;ordine &#8216;un passo ulteriore&#8217;. La situazione è molto cambiata. Se allora la filosofia era minacciata nella sua esistenza, oggi si potrebbe sostenere che essa è altrettanto <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/10/secondo-manifesto-per-la-filosofia/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Secondo-manifesto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-80" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Secondo-manifesto-205x300.jpg" alt="Secondo manifesto" width="205" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Alain Badiou </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
</span></p>
<div align="justify">
<p>&#8220;Il mio primo Manifesto per la filosofia si levava contro l&#8217;annuncio, diffuso un po&#8217; dappertutto, della &#8216;fine&#8217; della filosofia. A questo tema della fine, proponevo di sostituire la parola d&#8217;ordine &#8216;un passo ulteriore&#8217;.<br />
La situazione è molto cambiata. Se allora la filosofia era minacciata nella sua esistenza, oggi si potrebbe sostenere che essa è altrettanto minacciata, ma per una ragione opposta: le viene attribuita un&#8217;esistenza artificiale eccessiva. Soprattutto in Francia, la &#8216;filosofia&#8217; è ovunque. Serve da ragione sociale ai diversi paladini dei media. E&#8217; sollecitata da ogni parte, dalle banche fino alle grandi commissioni statali, per parlare di etica, di diritto e di dovere. Il punto è che per &#8216;filosofia&#8217; s&#8217;intende ormai il suo nemico più antico: la morale conservatrice.<br />
Il mio secondo manifesto cerca quindi di de-moralizzare la filosofia, di rovesciare il verdetto che la consegna alla vacuità di &#8216;filosofie&#8217; tanto onnipresenti quanto asservite. Essa rinnova il legame con ciò che può illuminare l&#8217;azione di alcune verità eterne. Illuminazione che conduce la filosofia al di là della figura dell&#8217;uomo e dei suoi &#8216;diritti&#8217;, al di là di ogni moralismo, nel luogo in cui, alla luce dell&#8217;idea, la vita diventa ben altra cosa che la sopravvivenza&#8221;.</p>
<p>Alain Badiou</p>
<p>A cura di Livio Boni</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 13.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446584</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 111</p>
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		<title>Che cos&#8217;è una società?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:20:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gabriel Tarde  In questo saggio breve e brillante pulsa il cuore dell&#8217;intera opera di Gabriel Tarde, il grande rivale di Durkheim, il filosofo amato da Bergson, l&#8217;ispiratore del Canetti di Massa e potere e poi di Gilles Deleuze e di Félix Guattari. Che cos&#8217;è una società? La risposta suona ancora sorprendente quanto rivelatrice: non un <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/10/che-cose-una-societa/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/tarde-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-70" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/tarde-1-209x300.jpg" alt="tarde-1" width="209" height="300" /></a></span></strong></h1>
<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;">Gabriel Tarde</span> </strong></h1>
<p align="left">In questo saggio breve e brillante pulsa il cuore dell&#8217;intera opera di Gabriel Tarde, il grande rivale di Durkheim, il filosofo amato da Bergson, l&#8217;ispiratore del Canetti di Massa e potere e poi di Gilles Deleuze e di Félix Guattari. Che cos&#8217;è una società? La risposta suona ancora sorprendente quanto rivelatrice: non un tessuto di relazioni economiche né un insieme di legami giuridici, ma “una forma di sogno, un sogno su comando e un sogno in azione. Non avere che idee suggerite e crederle spontanee: tale è l&#8217;illusione del sonnambulo come dell&#8217;uomo sociale”.</p>
<div align="justify">
<div>
<p>A cura di Andrea Cavalletti</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 9.50</span></p>
<p>Cod. 9788889446577</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 77</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corpo teatro</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/06/corpo-teatro/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 10:21:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  &#160; “Il teatro è la cessazione del segreto, se il segreto è quello dell&#8217;essere in sé o quello di un&#8217;anima ritratta in un&#8217;intimità. E&#8217; l&#8217;in se stesso o l&#8217;intimità che come tale esce e si espone. E&#8217; il ‘mondo come teatro&#8217; così come lo conosciamo fin da Calderon e Shakespeare, ma così come in effetti <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/06/corpo-teatro/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/corpo-teatro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-186" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/corpo-teatro.jpg" alt="corpo teatro" width="167" height="239" /></a></strong></span></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Jean-Luc Nancy </strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
<div>
<p>“Il teatro è la cessazione del segreto, se il segreto è quello dell&#8217;essere in sé o quello di un&#8217;anima ritratta in un&#8217;intimità. E&#8217; l&#8217;in se stesso o l&#8217;intimità che come tale esce e si espone. E&#8217; il ‘mondo come teatro&#8217; così come lo conosciamo fin da Calderon e Shakespeare, ma così come in effetti tutta la nostra tradizione – almeno fin dalla caverna platonica – l&#8217;ha rimuginato, quel ‘mondo come teatro&#8217; in quanto verità, proprio come e proprio perché il corpo si rivela la verità dell&#8217;anima: verità che si spinge anch&#8217;essa sulla scena o più precisamente verità che fa scena”.</p>
<p>Jean-Luc Nancy</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati</p>
</div>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 9.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446614</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 68</p>
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		<title>Hegel L&#8217;inquietudine del negativo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 19:45:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jean-Luc Nancy  &#8220;Hegel è il pensatore che inaugura il mondo contemporaneo. Tutta la sua opera è penetrata e mossa dalla coscienza e dall&#8217;emozione di avere a che fare con una svolta decisiva nel corso del mondo e, di conseguenza, nel corso della filosofia. Il senso non si propone più attraverso il legame religioso di una <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/05/hegel-linquietudine-del-negativo/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_96781068_L_inquietudine_del_negativo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-942" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2017/08/zoom_96781068_L_inquietudine_del_negativo-203x300.jpg" alt="zoom_96781068_l_inquietudine_del_negativo" width="203" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><strong><span style="color: #0000ff;">Jean-Luc Nancy</span> </strong><span id="box_center_fld_marca"></span></h1>
<div align="justify">
<p>&#8220;Hegel è il pensatore che inaugura il mondo contemporaneo. Tutta la sua opera è penetrata e mossa dalla coscienza e dall&#8217;emozione di avere a che fare con una svolta decisiva nel corso del mondo e, di conseguenza, nel corso della filosofia. Il senso non si propone più attraverso il legame religioso di una comunità e il sapere non si subordina più alla totalità di un senso [&#8230;]. Dopo Hegel, non abbiamo mai smesso di penetrare questa negatività, anche se il tempo di Hegel, proprio come la sua filosofia, sono ormai lontani, dietro di noi. In un certo senso noi non possiamo attingere da loro un significato sempre disponibile. Questo è anche il motivo per il quale, qui, non si pretende di &#8216;restituire&#8217; Hegel, né si espone un &#8216;hegelianismo': si legge Hegel o lo si pensa, così come è stato già riletto o ripensato nel pensiero. Ciò che bisogna inanzitutto pensare è che il senso non è mai né dato né disponibile, ma che si tratta piuttosto di rendersi disponibili per esso: questa disponibilità si chiama libertà&#8221;.</p>
<p>Traduzione di Antonella Moscati</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 12.00<br />
</span></p>
<p>Cod. 9788885414341</p>
<p>data di pubblicazione: 1998</p>
<p>pagine: 108</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il corpo senza qualità Arcipelago queer</title>
		<link>https://www.cronopio.it/edizioni/2010/02/il-corpo-senza-qualita-arcipelago-queer/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:03:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Jacques Derrida]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Lacan]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjamin]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabrizia di Stefano  Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi <a href="https://www.cronopio.it/edizioni/2010/02/il-corpo-senza-qualita-arcipelago-queer/">Continue reading &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="left"><a href="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-174" src="http://www.cronopio.it/edizioni/wp-content/uploads/2016/01/Di-Stefano-cop.-1-204x300.jpeg" alt="Di Stefano cop. 1" width="204" height="300" /></a></h1>
<h1 align="left"><span style="color: #0000ff;"><strong>Fabrizia di Stefano </strong></span></h1>
<p><span id="box_center_fld_marca"><br />
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<p>Tra corpo e pensiero cìè un resto che nessuno dei due lati può cogliere, né raccogliere. Certo, c&#8217;è un corpo-di-pensiero e c&#8217;è un pensiero del corpo &#8211; che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo novecento. E c&#8217;è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti &#8220;sessuati&#8221; che nello stesso periodo hanno sondato modi diversi del vivere e del mettersi in questione nel mondo proprio a partire dalle possibilità del corpo. Cosicché si può ben chiamare &#8220;queer&#8221; questo insieme di pensieri insorgenti e di corpi in rivolta, che si fanno cenno. Ma quel &#8220;resto&#8221;, che non consente un sapere assoluto del corpo e della sessualità, a cui Lacan ha dato una lapidaria forma espressiva &#8211; &#8220;non c&#8217;è rapporto sessuale&#8221;- non è più solo affare dei tempi lunghi della storira ma è arrivato alla lettera della cronaca quotidiana, come a stringere d&#8217;assedio le nostre vite.<br />
Donne, omosessuali, lesbiche, transessuali, e anche taluni uomini, siamo oramai tutte/i interpellati dall&#8217;evanescenza e dalla precarietà del rapporto con l&#8217;Altro, che è stato sempre la significazione di quel &#8220;resto&#8221; che, come dice l&#8217;autrice, &#8220;è diventato un prisma moltiplicativo&#8221; privo di figure certe: sicché è il &#8220;totalmente altro&#8221; del razzismo e della discriminazione a prevalere nei fantasmi dell&#8217;epoca.<br />
Il libro cerca di riattraversare questo processo, singolare e collettivo, interrogando i protagonisti di una grande stagione del pensiero &#8211; Lacan, Deleuze, Foucault, Derrida, Irigaray, Butler, Arendt, Benjamin fra gli altri &#8211; per comprendere come le ferite del concetto e le aporie del piacere lascino lampeggiare se non la certezza di una liberazione, almeno la possibilità di fare un passo che contrasti questa &#8220;aria del tempo&#8221; che ci sta avvolgendo.</p>
<p>Fabrizia Di Stefano si dedica da anni a indagare temi e questioni della soggettività contemporanee. Ha collaborato con il Manifesto e ha curato, con M. Ciampa, il volume di Bataille, Kojève e altri, Sulla fine della storia (Liguori 1985).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><span id="box_center_span_prezzo">Prezzo: € 18.00</span></p>
<p>Cod. 9788889446515</p>
<p>data di pubblicazione: 2010</p>
<p>pagine: 197</p>
<p>&nbsp;</p>
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