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7. Mario Gamba
Gli ultraterrestri. Musiche della rivoluzione globale
pp. 210, € 18.50
ISBN 978-88-89446-37-9
Prima si chiamavano no-global, poi new-global. Oggi si preferisce parlare di soggetti del movimento globale. Da Seattle (1999) a Genova (2001), dalle manifestazioni contro la guerra di 100 milioni di persone in tutto il mondo il 15 febbraio 2003 alla contestazione a Rostock del G8 dell’estate 2007, agisce con fortune alterne un nuovo movimento politico e culturale che si oppone radicalmente ai nuovi assetti del capitalismo mondiale. Lo si è anche chiamato “movimento dei movimenti”. Il libro “Gli Ultraterrestri. Musiche della rivoluzione globale” di Mario Gamba parte da una domanda: esistono esperienze musicali del ’900 e del 2000 che corrispondono ai fermenti culturali assai diversi, e spesso contradditori, che si osservano in questo movimento? La risposta è affermativa. Gli esempi di queste musiche – che non possono essere altro che ricche di pensiero e di una loro autonomia, non puramente accessorie delle iniziative del movimento – vengono individuati nei lavori di artisti di oggi come Butch Morris, Assif Tsahar, Fausto Romitelli, William Parker o i “nuovi elettronici” (Pan Sonic, per esempio) e di artisti di un passato recente (grandi anticipatori di un tipo di cultura e di un tipo di espressione) come Sun Ra o il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza. Tra i vari capitoli del volume sono inseriti tre “Intermezzi” che sono costituiti da interviste a studiosi importanti della cultura politica attuale: Toni Negri, Franco Berardi “Bifo”, Tiziana Terranova.

6. Romano Gasparotti
Figurazioni del possibile
pp. 230, prezzo € 22,00
ISBN 978-88-89446-27-0
Si fa sempre più urgente l’esigenza di capire in che epoca stiamo vivendo. Non più nel vecchio mondo, ma nemmeno in un “altro mondo” o in un “nuovo mondo” (dal momento che il ’900 ha visto imporsi e poi dissolversi sia l’idea di rivoluzione, sia quella di alternativa). Ormai tramontata, con la seconda metà del XIX secolo, anche l’epoca delle grandi teorie estetiche, è accaduto che da un lato il pensiero filosofico abbia avvertito in maniera sempre più vitale il bisogno di guardare alle espressioni dell’arte e a quanto continua ad affiorare nell’arcipelago dell’arte contemporanea, mentre, nel contempo, l’arte ha sempre più riscoperto ed esibito il suo essere vita pensante, che si figura nell’epifania di un’opera, la quale mantiene una sua insopprimibile aura. Per questo, la via migliore per impostare rigorosamente la domanda sull’odierno modo di abitare lo spazio/tempo sembra essere la pratica pensante di un “guardare attraverso” (come sosteneva E. Garroni) – onde evocare il mistero dell’invisibile sfondo in cui è immerso il mondo – il quale cerca di collocarsi “tra” la riflessione filosofica propriamente detta e l’ascolto del “linguaggio delle cose mute” proprio dell’opera d’arte. Un tale esercizio di dialogo tra filosofia e arte, in cui questo libro si cimenta, si sviluppa attraverso l’interrogazione di alcune parole-guida, che appaiono decisive tanto per la riflessione filosofica quanto nelle pratiche artistiche del contemporaneo. Esse sono: opera, materia, colore, violenza, comunicazione, negazione.

5. Millesuoni. Deleuze, Guattari e la musica elettronica
a cura di Roberto Paci Dalò ed Emanuele Quinz.
pp.150, 10 tavole b/n, € 14,50
ISBN 88-89446-13-7
Questo volume offre per la prima volta al pubblico italiano la storia dell'incontro tra la filosofia di Deleuze e Guattari e la musica elettronica. Una storia che comincia, forse, quando Deleuze partecipa nel 1972 alla registrazione del disco Electronique Guerrilla del gruppo rock sperimentale Heldon, prestando la sua voce a un frammento di Umano, troppo umano di Nietzsche.
Per ripercorrere questa storia, complessa e ricca, Emanuele Quinz esplora alcuni concetti-chiave a partire dai quali Deleuze e Guattari hanno elaborato la loro riflessione sulla musica. Seguono una serie di analisi (Murphy, Cox, Franck), derivate da àmbiti geografici e teorici diversi, che disegnano la storia dell'impatto del pensiero dei due filosofi sulla musica elettronica sperimentale. I testi di Hinant, Szepanski e l'intervista a Paul D. Miller, alias DJ Spooky, introducono le testimonianze di chi ha integrato il pensiero di Deleuze e Guattari nella pratica della produzione musicale. Chiude il volume un contributo di sole immagini di Roberto Paci Dalò..

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4. Pierandrea Amato, Gianfranco Borrelli, Giuseppe Di Marco, Arturo Martone, Bruno Moroncini, Maurizio Zanardi
Aporie napoletane. Sei posizioni filosofiche
a cura di Maurizio Zanardi
2006, pp.150, €12.00
ISBN 88-89446-15-3

Dopo "La città porosa" e "Le lingue di Napoli", questo è il terzo libro che Cronopio dedica a Napoli. Diversamente dagli altri due, "Aporie napoletane" è scritto esclusivamente da filosofi. Perchè questa scelta? Perchè i filosofi si sono da sempre assunti il compito di criticare i luoghi comuni e di pensare cosa sia "giusto" per la vita della città. Ad alcuni filosofi napoletani viene qui data la parola per costruire dei "concetti" che aiutino a sottrarre Napoli ai nuovi luoghi comuni, senza nascondere i gravi problemi, gli ostacoli, le "aporie" della città. Rifiutando ogni discorso fatalistico su Napoli, gli autori prendono posizione sulla vita politica della città negli ultimi anni; analizzano il senso delle trasformazioni urbane, delle modificazioni del lavoro e dell'intelligenza metropolitana; guardano alla specifica risposta data a Napoli riguardo i processi di globalizzazione; cercano di indicare quali vie percorrere per favorire la porosità della città e una più libera vita dei napoletani. Insomma, non uno studio sulla città, ma un libro "da" Napoli per pensare i problemi della metropoli senza rassegnarsi all'idea che le politiche della sicurezza siano destinate a prevalere sulla politica della libertà

3. AA.VV.
La dissoluzione onesta. Scritti su Thomas Phyncion
a cura di Giancarlo Alfano e Mattia Carratello
2003, pp.246, € 17.00
ISBN 88-85414-83-4

Primo volume in Italia di studi su Thomas Pynchon, i cui romanzi sono di recente stati tutti pubblicati dalla Rizzoli. Il libro presenta un percorso completo della produzione dello scrittore considerato padre della letteratura post-moderna. A partire dai primi racconti sino al recente Mason & Dixon (1999), passando per i capolavori "V." e "L'arcobaleno della Gravità , studiosi italiani e statunitensi hanno affrontato i diversi aspetti dell'attività del romanziere, i suoi rapporti con Joyce e Philip K. Dick e la sua influenza sui giovani scrittori U.S.A. Autore ricco e complesso, attraverso lo studio dell'opera Pynchon emerge un intrigante spaccato delle storia e della geografia della civiltà occidentale contemporanea, dalla fondazione settecentesca agli scenari californiani dell'era Bush.

2. Linda De Feo
Philip K. Dick. Dal corpo al cosmo
2001, pp.168, € 13.29
ISBN 88-85414-69-9

Se è vero, come sostiene Giorgio Manganelli, che bisogna “uccidere” uno scrittore per poterlo far accedere alla classicità, allora Linda De Feo con la sua monografia compie il più salutare degli omicidi. L’autrice dissangua l’opera di Philip K.Dick, massimo autore di fantascienza, evidenziandone, attraverso il delirio narrativo, l’intrinseco valore letterario.
Alternando la sua voce a quella di Dick , Linda De Feo consente allo scrittore californiano di condurci attraverso i nodi concettuali e le ossessioni del suo universo: dalle visioni della cultura lisergica degli anni 60, fino all’attuale dibattito sulla scienza e le nuove tecnologie.
In una conversazione critica di questo tipo le voci in gioco, non potendo preservare le propria identità, finiscono per offrire quella “penultima verità” sul nostro presente, convocando tutti, amanti di Dick o meno, dal “formicaio” delle nostre esistenze.

1. Baino, Caputo, Carillo, Cicelyn, Fofi, Frezza, Mazzoleni, Mazzone, Merlino, Scialò, Spina, Venezia, Zanardi
Le lingue di Napoli
a cura di Maurizio Zanardi
1994, pp. 217, € 12.39

Qui si prende posizione a favore dei linguaggi che tentano un rapporto inventivo con la tradizione, impegnati a contrastare e vecchi e nuovi luoghi comuni su Napoli, insofferenti verso quelle retoriche culturali e quei progetti che non hanno cura della natura varia, mista, brulicante, della città.

 

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