distibuzione
 
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tessere soglie ex-corde virus fuoricollana rasoi

6. Luigi Trucillo
Lezione di tenebra
pp. 100, prezzo € 11,00
ISBN 978-88-89446-29-4

Lezione di tenebra è un libro di poesie sulla violenza e le conseguenze simboliche del terrorismo. Partendo dall’attentato di due anni fa nella metropolitana di Londra, il libro evoca gli scenari etici, archetipici ed esistenziali scatenati da ogni gesto distruttivo. Seguendo un itinerario drammatico attraverso la morte e la ferocia, le poesie si interrogano sulla nuova centralità attribuita dalla nostra epoca alla figura della vittima, scoprendo tra le pieghe della sua esistenza depredata un nucleo di radicalità fondante che ne fa il vero oggetto di indagine del testo.

5. Tommaso Ottonieri
Contatto
2002, pp.126, € 11,00
ISBN 88-85414-73-7

Tommaso Ottonieri, narratore-poeta-saggista, autore fra i più riconosciuti della ricerca letteraria attuale, quattro anni dopo Elegia Sanremese (Bompiani), uno dei momenti maggiormente innovativi della nuova poesia italiana, torna alla sperimentazione di originali forme narrative.I vibratili testi versificati di "Contatto", esposti in questo volume alle forze contrastanti della mineralizzazione della memoria e dell'attualizzante rimescolare del remix, danno conto sì dell'intera produzione poetica di Tommaso Ottonieri (a partire addirittura dal 1979, che è l'anno precedente la pubblicazione dell'opera con cui questo autore si è imposto all'attenzione del panorama "letterario"italiano: "da "Memorie di un piccolo ipertrofico")ma organizzandosi in una forma che vuole scorrere sotto i nostri occhi nel suo farsi e disfarsi, quasi rimanesse refrattaria a chiudersi nella pagina. E se il fugato di temi e ossessioni (il corpo e la merce su tutti, e il loro contatto in ciascuno di noi, e sulla punta stessa della lingua) agisce da intreccio e tramatura del libro, lo fa allora in un montaggio metastabile da "canzoniere", vivo per l'appunto e sempre in apparenza in attesa dell'ennesima riscrittura, da tenere fluida fra l'ambra della risonante regolarità del verso e il magma onnivoro e formulaico cui ci ha abituato la vertiginosa prosa, narrativa e non, di Ottonieri. Eppure questo prosimetro (in quanto tale, secondo tradizione, "macchina di lirica narrabile"), aperto come appare e in espansione, non resta in attesa di un'ennesima mano autoriale ma di chi vi ritrovi la storia "sotto traccia" da borbottare ( o rimasticare), nella traiettoria di merci e materia che sta a ciascuno di noi (se non vogliamo fingere di vivere altrove) imparare a raccontarci. Ogni scrittura che sia oggi necessaria, del resto, è un "apparato di cattura" (Deleuze e Guattari), e sa attendere paziente chi vi si imbrigli e si rifletta. Né esiste alla lettera, altro possibile contatto.

4. Luisa Stella
Le incurabili
2001, pp. 154, € 11,36
ISBN 88-05414-67-2

Solidi fra i pilastri della grande tradizione narrativa siciliana, in tutte le sue declinazioni "espressioniste" (Pizzuto), luttuose (Bufalino), disvelanti (Pirandello), antieroiche e "realiste" (Verga, e poi D'Arrigo), ma come in verità poggiati su un franoso sottosuolo dostoevskijano, i tre folgoranti racconti di Luisa Stella offrono caratteristiche formali e sostanziali di rara potenza.
Ri tratte a sbalzo in dialoghi densi, taglienti, veloci, o nei monologhi-flusso di un "rimuginato" in piena, le bellissime incurabili di Stella si muovono nel sogno febbricitante di una malattia senza remissione. La loro "bellezza" sta tutta nel coraggio che hanno di iniziare a parlare sul limite estremo, nel punto di massima tensione, da quel buco nero in cui ogni cosa, all'interno di questo mondo allucinato, entra in crisi e si dissolve. E ognuna di loro si arresterà, come una macchina disattivata, dinanzi alla domanda che c'incalza tutti: è questa la morte?
Così, quello che parrebbe un mondo di malattia si rivela, nelle parole delle incurabili, opportunità di salute per un pensiero che non può sottrarsi al compito di pensare la propria fine. Perché, come c'insegnano queste incurabili, tutte ugualmente orfane di vita (dalla selvatica Caterina amante dell'informe di Io sono la selvatichezza, alla tanato-teorica signora Tule de Il medico degli incurabili), se vivere è ammalarsi, la "malattia" è cura.

3. Gabriele Frasca
Santa Mira
2001, pp. 335, € 16,53
ISBN 88-85414-65-6

[leggi la recensione]
E' il 24 aprile del 1999 a Santa Mira, cittadina italiana sul mare dalla cui basi militari partono gli aerei della NATO che vanno a bombardare Belgrado. La storia, che si dipana in mezza giornata, segue le "avventure" di una coppia in crisi di piccoli intellettuali quarantenni, Dalia e Gaudenzio, e degli altri personaggi che li circondano, fra rabbie e stanchezze, banalità quotidiane, piccoli tradimenti e l'oscura persistente sensazione che "qualcosa è cambiato". Nelle pieghe di tali vicende, però, s'incunea costantemente un altro "paesaggio", quello deformato dall'intrusione dei media, dando vita a una serie parallela di ridicoli personaggi (presentatori, deejay, ballerine, giornalisti ecc.) a loro volta inseguiti, persino nei pensieri, dalla macchina narrativa. Ma Santa Mira è anche e soprattutto la storia di una città violenta e malavitosa, dove la sopraffazione e le attività criminali, nel nome di un liberismo selvaggio, rappresentano l'unica forma possibile di economia solvente e in attivo. E, per finire, come mostra il progressivo riaffiorare di un vecchio inquietante oggetto, è anche un frammento di specchio dove si riflette tanta parte della storia d'Italia dal Dopoguerra in poi.
Forte di un impasto linguistico vertiginoso ed esilarante, questo romanzo alterna momenti di estrema comicità (all'insegna di un umorismo acre e tagliente) a squarci di frande presa sentimentale, contribuendo a disegnare i contorni di quel mondo drammaticamente vero, assolutamente reale (e assurdo e comico per questo) che ci riguarda tutti.

2. Antonio Pizzuto
Narrare
Tutti i racconti
a cura di Antonio Pane
1999, pp.124, € 10,33
ISBN 88-85414-48-6

Questo volume, curato da Antonio Pane, raccoglie tutte le narrazioni brevi di Antonio Pizzuto uno dei massimi autori italiani del secondo Novecento Si attraversa mezzo secolo di produzione letteraria dell’autore siciliano che ha ridisegnato i destini della prosa narrativa. Guidati da un estro narrativo sostanzialmente unico in Italia, si assiste in diretta alla messa a punto degli strumenti di lavoro con i quali Pizzuto è capace di far “vibrare” il lettore, come uno strumento, ad ogni pagina. a cura di Antonio Pane

1. Tommaso Pincio
M.
1999, pp. 237, € 14,46

Questo testo di incredibile potenza narrativa precipita il lettore nelle atmosfere futuribili e stranianti della Neu-Berlin del 1969, metropoli interamente ricoperta da un Grande Vetro che la isola dal resto del mondo, ancora pulsante degli incubi tecnologici e sociali nati dagli orrori dell'ultima guerra: la Grande Guerra del '15-'18. Ma il lettore, chiamato a immergersi in questo mondo alternativo (dove i piani temporali s'incrociano e si risolvono come nella migliore fantascienza americana), farà presto a rintracciare in questo "futuro di un passato che non èstato" le schegge taglienti del nostro mondo e del nostro oggi, e a ritrovare, fra gli oggetti d'arte divenuti indizi, una straordinaria costruzione narrativa.




 



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Lingue

3. Peter Weiss
Congedo dai genitori

traduzione italiana di Francesco Manacorda
postfazione di Clemens-Carl
Härle
pp. 140, euro 16,00
ISBN 978-88-89446-39-3
Dopo Inferni. Auschwitz Dante Laocoonte (2007), Cronopio pubblica un’altra opera dello scrittore e drammaturgo tedesco Peter Weiss (1916-1982). Il racconto-romanzo Congedo dai genitori, pubblicato in Germania nel 1961 e in Italia per la prima volta nel 1965, ritorna così in libreria dopo una lunga assenza. Il volume, uno dei capolavori della letteratura tedesca del dopoguerra, racconta l’infanzia e l’adolescenza dell’autore trascorse nella Brema degli anni ’20 e i primi anni del suo esilio a Praga. Nei traumi subiti in famiglia, nella scuola e nello spazio pubblico, ma anche nei giochi apparentemente innocui con i coetanei si annuncia già quella violenza sotterranea e diffusa che si sarebbe scatenata negli anni Trenta. Fantasmi infantili ed erotici, umiliazioni, conflitti interiori e prime angosce vengono raccontati senza falsi pudori e in uno stile che è nello stesso tempo oggettivo, impassibile e allucinato.  

2. Nathalie Sarraute
Infanzia
Traduzione di Oreste del Buono
postfazione di Ginevra Bompiani
220 pagine, € 16.00
ISBN 88-89446-09-9

In una lingua semplice e allo stesso tempo raffinata, la scrittrice racconta un'infanzia trascorsa fra la Russia, Parigi e la Svizzera, nel primo decennio del Novecento, poco prima della prima guerra mondiale e della rivoluzione russa. Soprattutto all'inizio, la narrazione in prima persona è spesso interrotta da un dialogo fra un io e un tu, fra il narratore e il proprio doppio, che si interroga e l'interroga sulle motivazioni della scrittura. Questo libro non è solo la cronaca di un'infanzia "nomade" fra genitori separati, e di uno spaccato storico, ma anche una riflessione sulla lingua o meglio sulle varie lingue fra le quali questa infanzia si è formata. Per Gilles Deleuze, "Infanzia" di N. Sarraute resta uno dei più significativi romanzi contemporanei sulla memoria, capace di tradurre in contenuti universali un'esperienza privata, senza cadere mai negli stereotipi del genere.

1. Hugo Hamilton
Lo scoppiato
traduzione Giovanna Iorio
2000, pp. 220, € 13,43
ISBN 88-85414-50-8

A Dublino, in un susseguirsi di crimini piccoli e grandi, si fronteggiano: Coyne, il poliziotto paterno, originale e fantasioso fino al delirio e Bertie Cunningham, il criminale intoccabile che usa la città come il proprio secchio dell’immondizia e ostenta un’immagine pubblica da benefattore dell’umanità. Hamilton dispensa supence, risate, momenti commoventi e spunti sulla vita degli individui nelle metropoli in cui non solo i criminali sono gli avversari

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