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Jean-Luc Nancy Verità della democrazia Traduzione di Antonella Moscati pp. 90, € 9,00 ISBN 978-88-89446-43-0 (rasoi) Dopo aver proposto L’odio per la democrazia di Jacques Rancière, La democrazia contro lo stato di Miguel Abensour, nonché il Sarkozy di Alain Badiou, Cronopio pubblica questo breve e denso saggio con cui Jean-Luc Nancy interviene nella riflessione sul concetto di democrazia che negli ultimi anni vede impegnati i più noti pensatori francesi. Partendo da un’interrogazione sul significato e l’eredità del ’68, Nancy delinea la propria idea di democrazia. Tra il Maggio francese e la “verità”democrazia c’è infatti un legame profondo, perché il ’68, che aveva tra i suoi obiettivi polemici non solo il capitalismo, ma anche una certa forma della politica e della democrazia gestionaria, ha inventato una nuova idea della democrazia compatibile con il comunismo nella sua forma più alta. Secondo questa idea, la “democrazia” non è, come nelle teorie politiche del mondo antico, una forma di governo determinata né, come in quelle della modernità, un principio della politica che si esaurisce nella rappresentanza parlamentare. La democrazia è piuttosto una sorta di condizione preliminare che mette in gioco il destino dell’uomo nel suo complesso e apre lo spazio all’invenzione non di fini ultimi, ma di mezzi in grado di elaborare nuove forme non solo della politica, ma anche dell’arte, della letteratura, dell’esistenza umana individuale e collettiva. |